Nel 1976 BIANCHI Claudio, uno dei PADRI fondatori della sezione e primo presidente della stessa scrisse una prima parte della nostra storia che fu pubblicata sul libro "Dieci anni con noi".

Scomparso l'11 gennaio 2010, era doveroso, da parte mia, riprenderla per onorare Lui, il suo operato e per informare tutti quei soci della nostra storia.

Fabio Cattaneo ( past-presidente sezione CAI Bovisio M.)

LE RADICI.

 

... le profonde radici dell'albero ...

Negli anni 1925/1930 è facile avvertire in Bovisio l'insolità attività di un gruppo di amici, un po' rumorosi, che dal loro abituale ritrovo, "il GATTI" partono di mattino presto in bicicletta, in camion trasporto merci, oppure in occasione degli ... storici raduni popolari di ..., in treno. Meta: le belle montagne che fanno corona alla nostra Brianza. Amici, quelle montagne ci sono ancora e sono tanto belle!. Abitualmente le sere le passano dal GATTI. Una partita a carte, quattro chiacchere allegre, una strimpellata sui mandolini e sulle chitarre e quasi tutte le domenichesono all'aria aperta in simpatiche camminate. "Sempre allegri" si chiamano ed il loro nome è tutto un programma. Col tempo prendono il nome di "G.E.B. - Gruppo Escursionisti Bovisio". Nel ricordo sono rimasti così e qualcuno di loro ce lo può raccontare ancora: un gruppo di amici, uniti da una grande passione, la MONTAGNA. Naturalmente col passare degli anni, la compagnia cambia, ma non il ritrovo. E nel 1943 i giovani BURZI a fianco dei più anziani RAVANA, senza discriminazioni anagrafiche ed in perfetta armonia organizzativa che spazia in diversi campi danno vita alla nuova BURRAVA.

... il seme dei ricordi e delle tradizioni, origina l'habitat nel quale la vecchia passione germoglia il naturale albero ...

Filodrammatica, folclore, interventi sociiali, sport, ma soprattutto e la passione per la Montagna che li unisce. Andare a sciare quando non esistono ancora impianti di risalita, arrampicare ed usare la corda quando non se ne conosce la tecnica, calzare i ramponi e impugnare la picozza quando si hanno solo vaghe notizie sui ghiacciai, sono avventura da "pionieri". Aspettano i famosi cinquanta centimetri di neve sulle colline del Paciano di Mombello per organizzare la 10km di fondo, alla quale partecipano squadre di diverse provincie. Alcuni di loro gareggiano nella staffetta internazionale dello Stelvio a fianco dei cugini Compagnoni, del Chierroni e dei vari atleti delle Fiamme gialle e degli alpini, senza eccessivamente sfigurare nell'ordine di arrivo. Le marce in montagna trovano sempre nei partecipanti qualcuno della BURRAVA. Molto nota la MONZA - CAPANNA MONZA (Resegone) organizzata dalla "S.A.M. Società Alpinisti Monzesi". La filodrammatica recita "Scampolo", "La Nemica", "Capelli Bianchi" e altri lavori teatrali portando alla ribalta i nostri improvvisati attori, registi, scenografi, macchinisti, con tanti consensi di critica e di pubblico sepre a scopi benefici. E per lo sport non manca qualche coppa vinta in tornei di calcio. Ascensioni e manifestazioni sono aattività che li obbligano a continui spostamenti e i mezzi di comunicazione sono sempre la bicicletta, il camion,il treno e i mezzi di fortuna. Per esempio tre giorni per arrivare in Val Venì. Tutto questo non logora la loro passione che, anzi, diventa amore per la Montagna. In questa atmosfera matura un'importante trasformazione e nel 1945 la BURRAVA entra a far parte delal grande famiglia del Club Alpino Italiano come sottosezione C.A.I. BURRAVA con 50 iscritti, agregata alla sezione di Desio.

... il germoglio sapientemente innestato si irrobustisce e diventa albero ...

I soci della sottosezione si sentono più alpinisti operando nel C.A.I. e senza tralasciare le altre manifestazioni, accentrano la loro attività in montagna. Indimenticabili le escursioni di gruppo, fatte d'estate e d'inverno, di cui oggi si sente tanto la mancanza. Individualmente, dopo essersi fatti le ossa scarpinando sui monti di casa, affrontano il monte Rosa, il Badile, il Cassandra, il Bianco, l'Adamello e il Cervino. Questi sono i titoli che coprono diversi anni di attivià alpinistica della Sottosezione. Ora, altri titoli di cronaca caratterizzano lo spirito del C.A.I. BURRAVA. Nel 195o, un gesto esemplare, di profondo sentimento, verso un amico che ha dato tanto con la sua esuberante dedizione alla Montagna. A Lui, che visse di impeti e di impeto scomparve, la sottosezione dedica e pone il "Bivacco Nino Regondi" sulle montagne della Valle d'Aosta, in collaborazione con la famiglia e la Sezione C.A.I. di Desio. Nel 1951, alcuni soci, studiano e realizzano, con la partecipazione di gran parte dei giovani del paese, una rievocazione storica per la celebrazione dell'850° anniversario di morte di un illustre concittadino, condottiero nelle guerre crociate: Anselmo VI da Bovisio, arcivescovo di Milano. Ancora nel 1951, la generosità e l'altruismo dei soci, apre il cuore alla cittadinanza, facendosi promotori della raccolta di un valido aiuto alle popolazioni alluvionate del Polesine. E così fra un'arrampicata ed un gesto generoso, una gita e un torneo di calcio, una commedia e tante serate allegre, passano anche gli anni. Trascorre un periodo piuttosto tranquillo, ma sotto la tiepida cenere, cova sempre la passione. Chi si ammala di febbre di Montagna, per sua fortuna, non guarisce mai!. Alcuni amici invitano il compianto Jack CANALI, che in una serata al teatro "la campanella", racconta le sue avventure in Alaska. Successo di pubblico e riconferma che sono ancora tanti gli appassionati della Montagna e hanno molti amici. L'entusiamo si rinnova e facendo tesoro delle passate esperienze, il gruppo è pronto a riprendere di nuovo l'attività. Certamente non è più tempo di "PIONIERI" e si rendono conto delle difficoltà che incontreranno per riorganizzarsi. Un segno importante della decisa ripresa è quello di trasformare la Sottosezione in Sezione e nel 1966 nasce così la nuova attuale sezione del C.A.I. di Bovisio Masciago.

BIANCHI CLAUDIO (1976).